Compassione di sè – forza e fragilità

Compassione e forza
d’animo?

La parola «forza» sembra sollecitarci verso l’azione di «forzare».

La forza è un valore positivo, una forza che fortifica, ma non è una forza che sforza. Non si può eludere il fatto che noi non siamo solo forza, ma che essa convive con il suo opposto, cioè la fragilità; e non tener conto di questa dualità sempre presente in noi ci può portare ad assumere comportamenti egocentrici e squilibrati: la fragilità come la forza d’animo sono quindi, due aspetti della nostra natura.

Cosa possiamo fare, quindi, per entrare concretamentein contatto con questa forza interiore?

● Questa forza d’animo, di cui abbiamo fatto esperienza in certi momenti della nostra vita, sembra non essere a portata di mano, ci appare come qualcosa di indefinito, di invisibile e per questa ragione essa viene lasciata al caso; di fatto sono situazioni particolari e a volte estreme che ce la risvegliano.

Possediamo questa forza d’animo?

Certamente possiamo iniziare a credere che noi possediamo questa forza d’animo così da poterci esprimere nella forte volontà anche di perseverare nella propria ricerca interiore. Il Budda ci insegna che “…voleva con tutta la forza della sua volontà, arrivare alla verità; bussò e bussò finché le porte dell’ignoranza dovettero cedere ed esse si spalancarono su una visione che non si era mai presentata prima al suo occhio intellettuale” (R. Assagioli, “L’Atto di Volontà”, Ed.Astrolabio, Roma 1977, pag. 87)

Coltivare un atteggiamento di calma consapevole

● Possiamo coltivare un atteggiamento di abbandono consapevole verso la vita, un atteggiamento di calma interiore, di accettazione di sé e degli altri, senza voler controllare tutto. Di fatto può essere salutare creare degli spazi per se stessi alla fine della giornata per riflettere su come abbiamo vissuto i vari momenti, quali sentimenti, emozioni e pensieri hanno occupato la nostra interiorità.

Vivere nel presente

● Vivere nelpresente e affinare la propria attenzione, così da svolgere le proprie azionicon ordine, con piacere, con la mente e con lo spirito diretti a ciò che stiamofacendo. Come suggerisce F. Lenoir “Il presente è il solo punto dellafreccia del tempo in cui si può agire, è il solo momento creativo. Non parlosolamente del lavoro, ma inglobo ugualmente la contemplazione, la passivitàfeconda dell’attenzione e della meditazione”.

Circondiamoci di positività…

Infine  consideriamo il benessere che nasce dal circondarsi di persone che trasmettono positività, a motivo di quanto le parole, dette con sincerità e calore dalle persone che stimiamo, ci facciano star bene: ci apriamo a queste persone, ci confidiamo sui temi della vita e diamo così accesso alla nostra vita interiore con sicurezza e benevolenza.

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