Compassione di sè – la forza d’animo

(articolo di Antonio Petracca)

Protocolli Mindfulness-based e la Mindful nella compassione di sè

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Tra i diversi protocolli Mindfulness-based quello basato sulla compassione di sè è stato applicato nelle relazioni di cura e di aiuto. Tema caro all’etica cristiana e alla tradizione buddista, la compassione non è pietà – provare pietà a volte può essere quasi paralizzante – non è una forma di sentimentalismo, né una reazione emotiva bensì una relazione, e come tale, richiede competenze comunicative e relazionali. Una relazione che, lungi dall’appesantire e oscurare la vita (come avverrebbe se la compassione fosse quasi una amplicazione del patire e non già una corrente d’apertura all’altro), libera la vita perché libera l’altro sofferente, anche per un momento, da una condizione di isolamento, esclusione, miseria, umiliazione, e libera anche la vita di chi prova compassione, rendendolo capace di vibrare con l’umanità di chiunque.

La forza d’animo….

La Compassione di sè, intesa come una vera e propria risorsa psicologica,  è la disposizione a trattare se stessi con la stessa apertura e gentilezza con la quale ci rivolgiamo alle persone care, in modo tale da offrire a noi stessi conforto quando ci troviamo in uno stato di sofferenza: una delle qualità sulle quali la Compassione di Sè trova vita è la Forza, intesa proprio come Forza d’animo.

Alcuni credono che la forza d’animo consista nel buttarsi completamente nell’azione, nel dimostrare il proprio successo nella vita sociale ed economica e spesso questo concetto viene riconosciuto come un aspetto di debolezza. Affatto!

Le tradizioni filosofiche orientali ci insegnano che la forza d’animo nasce proprio dal vedere la vera sofferenza del mondo

Provando ad approfondire questo aspetto vediamo che tale qualità prende

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forma e sostanza nel repertorio di alcune pratiche meditative tra queste troviamo la meditazione sui quattro Brahma-vihāra, la cui pratica consente di sviluppare in sè quattro condizioni mentali positive, tali da essere irradiate in tutto l’universo. Nella fattispecie, lo stato mentale della forza d’animo è rappresentato dal secondo dei Brama vihara (karunā; la compassione per tutti gli esseri, senza limiti): sviluppare questo stato mentale di compassione, significa imparare a vivere, proprio come il Buddha aveva indicato, con simpatia per tutti gli esseri umani, senza eccezione.

Queste caratteristiche che possono essere un pò idealizzate (ad esempio, non è possibile essere “senza paura”) riferiscono piuttosto alla capacità di tollerare la paura e dunque all’abilità, fortemente connessa al coraggio, di tollerare le emozioni negative.

Una molla che ci spinge ad andare avanti…

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La forza d’animo è, quindi, la molla che ci spinge ad andare avanti, a superare le difficoltà, a vincere le avversità che la vita ci riserva. Nei momenti più duri, quando il mondo sembra crollarci addosso, il nostro stato d’animo lotta per resistere a quelle forze che tendono a portarci verso il basso. In questo senso tutti abbiamo attraversato momenti di crisi, d’incertezza, ma siamo riusciti, con il tempo a superarli e a custodirli come piccole o grandi vittorie che hanno segnato alcune tappe della nostra esperienza di vita: in queste situazioni la nostra forza interiore è l’espressione di una volontà che agisce in noi ed emerge nella capacità di riconoscere ed accettare i propri punti deboli e i propri punti di forza.

Non può esserci forza d’animo senza dolore e sofferenza

La sofferenza, spesso, è rivelatrice di ciò che siamo stati nel passato e di ciò che siamo veramente o che possiamo diventare. Essa ci libera dalle illusioni e dai fantasmi che ci fanno vivere in un mondo di sogni e, in questo senso, la forza interiore è chiarezza, capacità di essere là dove siamo; è accettazione di tutto quanto abbiamo vissuto e che vivremo, senza giudizi o rimpianti. Possiamo quindi accorgerci del fatto che la forza interiore può trasformare la nostra visione delle cose: la sofferenza diventa occasione di cambiamento, l’insuccesso mette a fuoco le qualità che hanno bisogno di essere sviluppate, uno stato di ansia diventa opportunità per riconoscere i nostri veri bisogni, il dolore per la perdita di una persona cara ci sprona a dare un nuovo senso alla nostra vita.

Questo processo anche di conoscenza di sè non è giudicare o sottoporsi a continue valutazioni. Si tratta, piuttosto, di assumere un atteggiamento d’umiltà e di fiducia nelle proprie potenzialità.

L’immagine del fiore di loto, questo fiore che emerge dalle acque e che mostra tutta la sua bellezza alla luce del sole, rappresenta simbolicamente questo processo interiore. La pianta del fiore di loto affonda le sue radice nella melma, la parte oscura, invisibile del nostro essere. Con il tempo, da questa melma emerge la bellezza del fiore, la nostra forza interiore rinvigorita e l’attesa paziente, la fiducia, la perseveranza sono qualità della nostra forza interiore.

A questo punto è necessario un chiarimento riguardo allo sviluppo della forza interiore.

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