La Compassione di Sé

Le ferite dell’anima

(articolo di Antonio Petracca)

«La forza interiore è la protezione più potente che hai. Non aver paura di assumerti la responsabilità della tua felicità» 
Dalai Lama

Coltivare un atteggiamento compassionevole verso se stessi

Vale la pena prenderci qualche minuto per accorgerci della comprensione che abbiamo della sofferenza.

Alcune volte abbiamo una comprensione della sofferenza fisica, altre emotiva, altre ancora esistenziale. Può essere la sofferenza che incontriamo naturalmente sulla nostra strada come ad esempio una malattia, un lutto, un imprevisto inaspettato; ma esiste anche una sofferenza autoindotta, e cioè quella che nasce dalla mancata accettazione di quell’evento, cui possono far seguito emozioni di rabbia o intensa tristezza.

Per quanto possa essere umano e naturale il bisogno di allontanare sofferenza e dolore, purtroppo forzare tale evitamento ci fa anche allontanare anche dal nostro benessere.

Cos’è il dolore?

Difatto Jon Kabat Zinn definisce “il dolore come la realtà di quello che stasuccedendo; un ingrediente naturale delle esperienza della vita, mentre lasofferenza come quello stato mentale ed emotivo determinato dal rapporto conquella realtà e quindi una delle possibili risposte al dolore fisico edemotivo..”.

 Dunque Il rapporto che un individuo ha con la realtà che lo circonda

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(eventi, persone, se stesso) non è mai diretto e immediato, ma filtrato attraverso i propri modi personali di dare significato all’ esperienza.

L’aiuto della Mindfulness

La pratica di Mindfulness ci insegna a riconoscere questi meccanismi mentali e ad osservarli in modo distaccato, così da poter essere liberi di scegliere se andargli dietro o meno. La Mindfulness si focalizza sul momento presente, che è diventato quasi una dimensione nascosta nella nostra vita: siamo fisicamente qui, ma se verifichiamo cosa passa nella nostra mente ci accorgiamo che è da altre parti e che siamo alienati dal corpo.

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Pertanto se riusciamo ad accorgerci di avere un emozione o un pensiero disturbante sarà più facile riuscire ad evitare di entrare, in modo automatico, nella modalità dell’agire; a quel punto, porsi in un’ottica di di semplice osservazione di quello che sta accadendo dentro e fuori di noi, può permetterci di scegliere cosa fare: è la libertà di scelta il vero obiettivo che si pone il training della mindfulness.

Nonostante l’importanza attribuita alla consapevolezza e il crescente interesse verso la Mindfulness nelle psicologia degli ultimi quarant’anni, può essere utile mettere a fuoco i meccanismi attraverso cui questa disposizione è in grado di portare a un maggior benessere o se sia davvero in grado di facilitare anche aspetti relazionali, come la prosocialità.

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