Sabato 7 e domenica 8 novembre, attraverso la Mindfulness esploreremo diversi modi di entrare in contatto con la nostra esperienza, tra presenza, rilassamento e ascolto profondo.
La veglia ordinaria rappresenta soltanto una delle configurazioni possibili dell’attenzione e della consapevolezza; ne esistono altre, che ogni giorno attraversiamo senza accorgercene, e che si possono imparare a riconoscere e a frequentare con intenzione.

Il filo conduttore della giornata riguarda gli stati di coscienza.
Alcune configurazioni dell’attenzione procedono per aumento, con la vigilanza che si affina e l’attenzione che si fa più larga o più nitida del consueto; altre procedono per diminuzione, con il tono muscolare che scende, la critica che si allenta e il tempo che si deforma.
Nella concentrazione sul respiro l’attenzione si restringe e si stabilizza; nell’open monitoring si apre e perde il centro; nel rilassamento autogeno il corpo prende il primo piano; nell’ascolto di una narrazione guidata le immagini arrivano da sé, senza che nessuno le abbia scelte.
Sono stati diversi per qualità dell’attenzione, per senso di agentività e per il modo in cui vi compaiono le immagini; attraversarli nell’arco della stessa giornata consente di riconoscerne le differenze dall’interno, invece che per concetti.
Questo importa in modo particolare quando si tratta di lasciar andare: certe cose non si sciolgono con la volontà, e qualche volta si sciolgono da sole quando lo stato in cui ci troviamo cambia.
- Apertura e cornice: Presentazione del gruppo; una mappa breve degli stati di coscienza che attraverseremo, quelli aumentati e quelli diminuiti, e di come si distinguono fra loro.
- Samatha sul respiro: La pratica di concentrazione, come appoggio e come primo termine di paragone.
- Ciclo autogeno di base: Gli esercizi di pesantezza e di calore secondo Shultz, con la formula di ripresa; una prima esperienza di rilassamento profondo condotto dall’esterno.
- Inquiry in gruppo
- Dal training autogeno all’ipnosi: esercizio pratico – Il confine fra le due esperienze, percorso dall’interno; un esercizio in cui il movimento accade senza intenzione e la consapevolezza di sé si attenua.
- L’esercizio del colore: Il primo degli esercizi superiori: si lascia che i colori compaiano da soli, senza sceglierli, fino a riconoscere quello che ritorna con più costanza; da lì nasce un’ancora personale che ognuno porta con sé.
- Open monitoring e inquiry: L’attenzione aperta, senza oggetto, per raccogliere quello che affiora subito dopo l’immersione.
- Prima narrazione a incastro: Una storia costruita a più anelli, che accompagna verso ciò che resta stabile mentre tutto il resto cambia.
- Open monitoring e inquiry
- Seconda narrazione a incastro: il lasciar andare – La struttura si ripete, questa volta intorno a ciò che si può deporre senza fatica.
- Le formule che restano: Come costruire un segnale quotidiano, semplice e ripetibile, che richiami lo stato raggiunto durante la giornata.
- Chiusura in gruppo
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A riconoscere diversi stati di attenzione e di consapevolezza.
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A utilizzare semplici pratiche di mindfulness per orientare e ampliare l’attenzione.
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A osservare cosa accade quando lasci spazio alle immagini, alle sensazioni e ai pensieri senza doverli controllare.
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A portare nella quotidianità alcune semplici pratiche e formule di consapevolezza.
Consigliamo un abbigliamento comodo e, a discrezione personale, un quaderno per annotare pensieri, sensazioni o intuizioni emerse durante la giornata.
Soprattutto, curiosità e apertura a una nuova esperienza!
➢ Quando
Il workshop avrà luogo il primo weekend di novembre: sabato 7 e domenica 8 novembre 2026
➢ Dove
Roma, Location in aggiornamento – presto disponibile!
➢ Orario
- Sabato 7 novembre: dalle 14,00 alle 19,00 con pausa caffè a metà pomeriggio;
- Domenica 8 novembre: dalle 11,00 alle 17,00 in cui sono previste due pause, una a metà mattina e una per il pranzo.
➢ Costo
euro 140 IVA inclusa con fattura detraibile
➢ Per info e iscrizioni
Cell. 393 8006229 – Mail. psico.2tc@gmail.com


