Mindfulness per bambini ed emozioni: la paura

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Aiutare i bambini a gestire

le emozioni difficili: la paura

Provare emozioni è un’esperienza universale e i bambini, più degli adulti,  vivono questa dimensione con grande intensità. Siamo noi adulti a svolgere quella funzione di mediazione che permette ai più piccoli di trovare l’equilibrio tra la violenza delle emozioni e l’esigenza di autocontrollarsi, diventando dei veri e propri “allenatori emotivi” per i nostri figli. I bambini, soprattutto i più piccoli, infatti, si regolano attraverso gli adulti di riferimento e devono potersi allenare con loro a riconoscere, ascoltare, nominare e infine gestire saggiamente le emozioni che li pervadono.

Nel rapporto emotivo con il genitore, il bambino impara chi è.

Allenare i bambini a esplorare, comprendere ed esprimere le proprie emozioni è un’impresa stimolante per l’adulto e avvicina il genitore stesso all’arte della consapevolezza. La mindfulness, in questo senso, rappresenta una chiave attuale ed efficace per affrontare l’avventura della scoperta delle emozioni, con amore.

La mindfulness aiuta a modulare il livello di attivazione mantenendolo entro limiti accettabili, promuove l’intelligenza emotiva, sostiene le relazioni con gli altri e con sè,  per crescere in modo più equilibrato. Pensiamo ad esempio alla paura: un’emozione che elicita una forte sgradevolezza ed un intenso desiderio di fuggire da qualcosa o da qualcuno. Nei bambini la paura assume diverse forme in base all’età cronologica e, sicuramente, anche alle esperienze di vita.

Prima dell’anno, i bambini si spaventano principalmente per i rumori forti, temono il vuoto, hanno paura di cadere, di farsi male, temono le situazioni ignote e vogliono mantenere uno stretto contatto con il genitore. Tutto questo rappresenta  una richiesta di amore, è un bisogno primario, quello di prossimità alla figura di accudimento. Con la crescita, quando il bambino comincia a riconoscere e distinguere i volti familiari da quelli estranei: si allarmerà se preso in braccio da persone sconosciute, soprattutto nel caso in cui la figura materna esca dal campo visivo. Via via che il bambino cresce modifica le sue paure e prepara gli strumenti che gli consentiranno di affrontarle e, ove possibile, vincerle. La paura immaginaria si attiva in presenza di figure prodotte dalla sua fantasia, ispirata anche da storie e racconti: l’uomo nero, l’orco, le streghe cattive, i mostri. Il timore che insorge al solo pensiero di queste presenze inquietanti è fondamentale, per consentire al bambino di iniziare a conquistare le prime autonomie e a fare i conti con la paura. La paura si fa invece più concreta quando si attiva in presenza di persone ritenute cattive, della scuola, di animali specifici. Le paure si connettono agli ambienti e alle situazioni che il bambino vive nella sua quotidianità.

Ma come può la mindfulness aiutare i più piccoli nella gestione dell’emotività? La prof.ssa Maria Beatrice Toro ci mostra  nel suo libro “Crescere con la mindfulness. Guida per bambini (e adulti) sotto pressione” tante piccole attività  da fare con i bambini nella quotidianità. Ad esempio, ricollegandoci all’emozione della paura può essere utile il seguente esercizio:

La stanzetta della paura

Quando una sensazione di paura ti dà fastidio, fai caso a dove la senti nel corpo. È nella pancia? Nel viso? Sopra il petto?

Quella è la stanzetta della paura. Mettiti comodo e prenditi cura di questa parte del corpo.

Prima immagina come è fatta la stanzetta. Descrivila con la fantasia. È bella? Brutta? Calda? Fredda? Solida? Molle?

Immagina di aprire la porta e abbellire la camera: porta luce, calore, fiori e oggetti colorati: la paura potrà sentirsi meglio e ti dirò quello che ti deve dire con gentilezza. Ascoltala e poi immagina di farla uscire pian piano. È diminuita almeno un pochino?

Se è ancora lì, falle una carezza e dille: “Ti sento ancora, ma va bene così… Posso fare tutto anche quando sei con me e, mentre faccio le cose, so che ti scioglierai. In ogni caso, sono capace di svolgere tutte le mie attività e non rinuncio a nulla”

 

 

 

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