Mindfulness eating – parte 2

Mindfulness e cibo: una nuova frontiera

Effetti del mindfulness eating

Praticando il mindfulness eating potremmo anche arrivare a sentire quel vuoto allo stomaco come qualcosa di accettabile, che non debba immediatamente essere riempito ma che piuttosto possa funzionare da indicatore di qualcos’altro come, per esempio, un particolare stato d’animo presente in noi o, semplicemente, come la consapevolezza di un’abitudine consolidata di sfamarci inconsapevolmente. Cercare radicamento nel senso di vuoto è possibile. Attraverso il mindfulness eating possiamo imparare a stare in quella sensazione, forti della consapevolezza acquisita, e non dare un seguito automatico a tutti i pensieri ed i comportamenti correlati a tale sensazione. Una possibile evoluzione dello sviluppo di questa consapevolezza, o magari un modo per affinarla,  è quella di praticare un breve digiuno di un giorno e una notte o anche di un giorno e mezzo.

Praticare il digiuno

Non è consigliato digiunare più a lungo senza le dovute accortezze ed almeno le fondamentali conoscenze circa il digiuno autogestito. È comunque bene ricordare che il digiuno dovrà riguardare solo alimenti solidi e non i liquidi. Sospendere consapevolmente il nutrimento del corpo per 24 o 36 ore può avere il benefico effetto di nutrire la nostra mente. Acquietando e superando il senso di fame attraverso l’osservazione consapevole di tale sensazione, renderemo salienti altre informazioni che corpo e mente hanno da presentarci e potremmo di conseguenza sorprenderci di quanto più semplice e possibile fosse prescindere, per questo lasso di tempo, da un abitudine tanto radicata come l’alimentazione.

Mindfulness e cibo

Se ci è troppo difficile praticare il digiuno per 24 ore troviamo noi la nostra misura, mantenendo una atteggiamento sempre calmo e gentile nei nostri confronti, stabiliamo il nostro tempo per questa pratica con tolleranza e benevolenza. Il mindful eating non ha la finalità di modificare la nostra dieta; spesso per chi la pratica alcuni cambiamenti avvengono naturalmente. Ciò che ci proponiamo è piuttosto di guadagnare un atteggiamento più sano e consapevole verso la fame e, di conseguenza, verso il cibo.

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