Esercizio di self-compassion “Tocco compassionevole”

 

La Self-Compassion Mindfulness è la pratica di accogliere noi stessi con la stessa gentilezza, comprensione e cura che riserveremmo a un caro amico. Spesso, di fronte a difficoltà o errori, siamo portati a giudicarci duramente, ma imparare a trattarci con compassione può trasformare il nostro benessere interiore.

I Tre Pilastri della Self-Compassion

Kristin Neff, pioniera in questo campo, identifica tre elementi fondamentali:

  1. Autogentilezza: Sostituire l’autocritica con parole e gesti di supporto e incoraggiamento.
  2. Umanità Condivisa: Riconoscere che la sofferenza è parte dell’esperienza umana e non siamo soli nelle nostre difficoltà.
  3. Mindfulness: Essere presenti alle proprie emozioni senza giudizio, accogliendo il dolore con consapevolezza invece di evitarlo o amplificarlo.

Come Coltivare la Self-Compassion

La pratica quotidiana può includere:

  • Ascolto del Corpo: Notare tensioni e offrirsi gesti di conforto, come una mano sul cuore.
  • Parole Gentili: Sostituire pensieri critici con affermazioni di sostegno, ad esempio: “Sto facendo del mio meglio, e va bene così.”
  • Respiro Consapevole: Usare il respiro per radicarsi nel momento presente e portare calma nelle difficoltà.

I Benefici della Self-Compassion

Numerose ricerche dimostrano che sviluppare autocompassione riduce ansia e stress, migliora la resilienza emotiva e favorisce relazioni più sane. Essere gentili con sé stessi non significa giustificare tutto, ma abbracciare le proprie imperfezioni con accettazione e comprensione.

Offrirsi la stessa cura che doniamo agli altri è un atto di coraggio. Iniziamo oggi, un respiro alla volta.

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Esercizio

Chiudiamo gli occhi e ascoltiamo il contatto del corpo con il supporto. Il respiro scorre, l’aria entra ed esce, il corpo si espande dolcemente con ogni inspirazione. Lasciamo andare le tensioni, abbandonandoci al sostegno della terra.

Prendiamo una mano nell’altra, stringendola con cura, come se tenessimo la mano di un amico. Sentiamo il calore e il conforto di questo gesto semplice ma potente. Poi avvolgiamo le braccia in un abbraccio a farfalla, percependo la sicurezza che il tocco trasmette.

Portiamo le mani sulle guance e poi sul cuore. Sentiamo il calore propagarsi, il contatto diventare presenza. Scegliamo il gesto che più ci ha parlato e restiamo in ascolto, lasciando che il corpo ci dica:

  • Sono qui per te
  • Ti sostengo con amore
  • Sono forte e saldo al tuo fianco

Respiriamo in questa sensazione di accoglienza, lasciando che il calore e la presenza ci avvolgano, come un abbraccio silenzioso di cui possiamo sempre disporre.

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