Gratefulness: come “contare le benedizioni”

La tecnica di consapevolezza e gratitudine più studiata a livello internazionale prende il nome di Counting the blessings (letteralmente “contare le benedizioni”): uno dei meme che riscuote più successo sul web è “Conta le tue benedizioni e sarai benedetto”! Suppongo che significhi che se apprezziamo ciò che abbiamo la vita ci donerà molto altro di cui essere felici. Non per magia, ovviamente, ma per il cambiamento di atteggiamento che essere chiari nel valutare il bene e ringraziare per esso genera.

In senso psicologico la parola “benedizione” ha diversi significati. Essa è anzitutto qualcosa o qualcuno che ti porta felicità, ti piace, ti dà energia o ti aiuta. Possiamo considerare questa cosa (o persona) come un dono della vita, dalle cose più semplici alle più grandi. Un secondo significato di “benedizione” è approvazione, come quando si dice “la tal cosa ha la benedizione della persona x”, che dà il permesso di fare qualcosa. Come quando ci si vuole sposare e si cerca l’approvazione di amici e familiari del partner!

Contare le benedizioni è una specie di allenamento mentale ad apprezzare le cose buone e non relegarle in angoli bui della psiche, sempre precedute dalle cose negative, sgradite, o preoccupanti. Soffermarci sulle negatività è un riflesso atavico, un errore sistematico che la mente fa, generando spirali di emotività difensiva, ovvero sentimenti come ira, paura, vergogna e colpa, che ci incastrano in giravolte capaci di farci pesantemente perdere di vista la realtà delle cose.

Fermarsi, fare un profondo respiro e annotare ciò per cui possiamo dire un grazie oggi ci stimola a cambiare questo stato di cose.
Ti viene in mente una piccola gentilezza che hai ricevuto oggi? Un piccolo dono? Anche fosse un caffè!
Ci sono vari metodi per contare le proprie benedizioni, tra cui la lista delle benedizioni (e variante), il diario della gratitudine, la scatola della gratitudine, i post it della gratitudine. Vediamo come funzionano nel concreto.
La lista delle benedizioni è, molto semplicemente, un elenco delle cose che rendono bella la nostra esistenza, di cui possiamo essere grati. Nella sua variante più completa, può essere affiancata alla lista delle cose difficili.
Direi che questo è un buon momento per redigere la nostra lista! Impegniamoci perché sia il più possibile completa. Fermiamoci. Respiriamo. Quali sono stati i doni che abbiamo apprezzato di più? Quali persone rendono felice la vita? Quali animali domestici? Doni materiali che abbiamo addosso proprio ora (un orologio, catenina, magliette, ecc…)? Un cibo che abbiamo mangiato a cena ieri sera? E doni immateriali (tempo di qualità, attività sportive che mi sono regalato o regalata)?
Scateniamo il potere della mente associativa e scriviamo tutto quello che ci viene in mente.
Scheda: la mia lista personale
Nella vita ho ricevuto tutte queste benedizioni:
………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………..
Chissà, forse la tua lista è così lunga che non stava nella pagina. Te lo auguro! Se non hai riempito tutto lo spazio, ti suggerisco di valutare se per caso hai dimenticato qualcosa. Dai un’occhiata a queste cose e verifica se puoi allungare l’elenco.
Grazie a:

– La mia storia che mi ha resa ciò che sono oggi
– Giorni bellissimi del passato: celebrazioni, momenti d’amore, giornate che hanno lasciato una traccia nella memoria
– Il corpo che mi ha permesso di stare qui a leggere- La cultura che ho ricevuto e mi permette di imparare altre cose
– I miei insegnati scolastici
– I miei insegnanti sportivi, artistici religiosi
– Gli amici di infanzia che mi hanno aiutato quando ero piccolo
– Gli amici che sono restati con me
– Le nuove conoscenze- Il cibo che mangio ogni giorno, che ha richiesto ore di lavoro per essere prodotto dal suolo, dal cielo, dalla pioggia, dall’opera umana

– La casa in cui vivo (o stanza, il letto in cui dormo, gli abiti che ho
addosso)
– La macchina, i mezzi che mi consentono di spostarmi
– Le fonti di informazione: media, social, giornali
– Le piccolissime cose che noto se scorro indietro il nastro della giornata, come il caffè, l’acqua per il bagno, la luce nella stanza, il buongiorno di una persona cara
– Le cose grandissime: essere vivi, qui e ora

Rispondi

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Scopri di più da Istituto di Mindfulness Interpersonale

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere