Consigli per star bene con noi e gli altri

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Sulla rivista Vero Salute alcuni “consigli letterari” per stare bene con noi stessi e gli altri. Tra i titoli proposti anche il libro della prof.ssa Maria Beatrice Toro “Crescere con la mindfulness. Guida per bambini (e adulti) sotto pressione Ed. Le comete FrancoAngeli.

Una guida, appuntVeroSalute_aprile_2017 2 sito.jpgo, per avvicinare i bambini ( dai 4 ai 12 anni) al mondo della mindfulness. L’autrice propone attività semplici e divertenti  da fare insieme, condividendo l’esperienza della consapevolezza. 

E, come si era scritto su D di Repubblica, la meditazione per bambini non è troppo impegnativa: loro sono naturalmente predisposti alla mindfulness. Basta osservarli mentre sono impegnati in un gioco che li interessa: sono concentratissimi, non c’è verso di distrarli, non sentono, non vedono, non pensano ad altro. Ecco è quella capacità di attenzione che dobbiamo imitare anche noi adulti. E poi gli esercizi proposti sono pratici e facili da eseguire a casa, o addirittura a scuola.

Quali sono gli svantaggi della “distrazione”?
«I bambini che non riescono a focalizzarsi su se stessi e la realtà che li circonda sono più nervosi, agitati, confusi, stanchi. Tendono a somatizzare il loro disagio, soprattutto con disturbi legati alla pelle e all’intestino e, purtroppo, sono in aumento i bambini che non riescono a farlo».

ESERCIZI PER I BAMBINI DA PRATICARE A CASA O SCUOLA

Le bolle della concentrazione
Soffiare bolle di sapone è un metodo gradevole per sviluppare l’attenzione partendo dal respiro e arrivare fino alle emozioni interiori. Per riuscire a fare una bolla, il bambino deve controllare il respiro, che diventerà dolcemente lento e misurato, per non farla scoppiare. Ora prepariamo un bel disegno che raffiguri tante bolle colorate. Saranno le “bolle della concentrazione” e “del lasciare andare”. Una delle bolle deve essere più lontana delle altre. Facciamo riflettere il bambino su un’emozione sgradevole, suggerendo: “Non trattenere; lasciar andare”. Aggiungiamo un pensiero che non serve, un pensiero negativo, o catastrofico, come: “Non ce la farò mai” poi affidiamolo a una bella bolla dicendo mentalmente: “Ti lascio andare via!”.

 
Il guardiano della città
Respira e mentre lo fai sii come un guardiano che sorveglia chi entra ed esce dalla città: se dei pensieri compaiono all’orizzonte, considerali come se fossero delle persone che passano di là e portano una distrazione, lasciali andare ritornando al respiro
A che serve: Aiuta a predisporre il bambino a uno stato di calma. Questo lo conduce alla scoperta che stare calmi e rilassati può essere un’esperienza piacevole e che la felicità può arrivare come un raggio di sole anche in un momento in pausa, senza fare nulla di speciale

A caccia di suoni
Rimanete in silenzio e osservate i suoni che si odono quando nessuno parla. Poi, si potrà uscire lentamente dalla stanza e esplorare i suoni di altri ambienti. Alla fine, si passa a discutere su ciò che si è udito. “Era piacevole? Spiacevole? Ti aspettavi di udire proprio quei suoni? Ce n’era qualcuno di insolito?”. Si può parlare anche di quanto sforzo sia necessario per mantenere il silenzio e non lasciarsi distrarre da altri stimoli. Poi si classificano i suoni: alti, bassi, acuti, gravi, dolci e morbidi o inquinanti e fastidiosi. E infine chiedetevi: “Ci sono suoni che provengono dall’interno del mio corpo?”.
A cosa serve:  Il silenzio permette al bambino di connettersi con se stesso, con gli altri e il mondo che lo circonda, porta quiete nel corpo e consente di compiere nuove scoperte.

Attraverso il gioco anche i più piccoli impareranno a conoscere meglio se stessi e gli altri, abbassando il livello d’ansia e promuovendo l’attenzione e l’intelligenza emotiva.

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