Meditare con le campane tibetane

Le campane tibetane sono uno strumento antichissimo, una “tecnologia” vecchia 2500 anni, utilizzata per scopi di cura e di meditazione. Nella tradizione del Tibet si ritiene che esse emettano il “Suono del Vuoto”, ovvero il suono impercettibile dell’universo che si manifesta. Sono un simbolo di ciò che è ‘inconoscibile’ ma anima e influenza tutte le cose, parlando alla conoscenza attraverso un linguaggio che lega materia e energia.

Si tengono in una mano e si percuotono con un batacchio tenuto nell’altra, in modo tale che la gamma di vibrazioni che producono sia veicolata in noi non solo attraverso il canale uditivo, ma anche in modo cinestesico, sfruttando la percezione corporea dell’onda sonora che passa attraverso il braccio, propagandosi all’intero corpo.

I suoni generati sono ricchissimi di “armonici”, ovvero sovrapposizioni di frequenze connesse tra loro che attraggono l’attenzione e favoriscono uno stato di profonda meditazione, sostenendo uno stato di veglia vigile ma rilassata. Il pensiero creativo-intuitivo può andare oltre la logica e suggerire, alla fine della meditazione, soluzioni fresche e nuove alle questioni che ci stanno a cuore.

Tra i vantaggi apportati dalle campane tibetane si annoverano:

  • Rilassamento profondo e sollievo dal dolore
  • Riduzione di stress e ansia
  • Abbassamento della pressione sanguigna
  • Aumento della chiarezza mentale
  • Stimolazione del sistema immunitario.

Mitchell Gaynor, oncologo responsabile al Cornell Center di New York, si spinge a sostenere che, se accettiamo che il suono è vibrazione, e sappiamo che la vibrazione tocca la materia mettendola in movimento, allora si capisce che il suono è sentito da ogni cellula del nostro corpo. Esso ci tocca profondamente e ci trasforma sul piano emozionale e mentale. Il suono può portare equilibrio, svolgendo un ruolo positivo nel trattamento di diverse patologie, prime fra tutti quelle con una forte e comprovata componente psicosomatica e infiammatoria.

Le vibrazioni sonore impattano soprattutto il sistema nervoso e innescano uno stato di rilassamento, inibendo la reazione di stress. Il tono profondo e pulsante fa sentire bene: quanto più si ascolta tanto più ci si rilassa, come se le onde cerebrali iniziassero a salire sul “treno sonoro” del canto tibetano. Si può deliberatamente entrare in un’esperienza piacevole e / o produttiva dal punto di vista mentale. Attraverso l’ascolto delle campane tibetane anche il proprio dialogo interno si modifica, con un attenuamento della voce critica interiore. 

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