Valori: cosa è ciò che conta?

Affetti, famiglia, avventura, libertà, leadership, collaborazione, ecologia, lavoro significativo, crescita personale, armonia, prestigio, comunità, lealtà, conoscenza, rispetto, religione, spiritualità, eccellenza, efficienza, merito, relazioni, sicurezza, qualità della vita, cooperazione, salute e cura fisica, amicizia, onestà, serenità, emozione, sicurezza: quanto sono importanti? Molto, se si pensa che, per la maggior parte delle persone, la sensazione di vivere una vita degna di essere vissuta è delicatamente connessa con l’impegno che si sa di aver profuso per realizzare cose che davvero contano. Cose per cui è valsa la pena di combattere.

La cosa interessante, è che il senso di gioia e adempimento per aver fatto ciò che si considera saggio, bello e forse persino doveroso, è almeno in parte sganciato da quelli che sono i risultati che si sono effettivamente ottenuti.

La ricerca psicologica ha cominciato, nell’ultimo decennio, a concentrarsi su come poter migliorare la vita dei pazienti aiutandoli non solo a superare emozioni e pensieri disturbanti, ma anche ad accrescere la quantità di azioni in linea con i propri valori, poste in essere per il loro significato intrinseco. In particolare, questo è un obiettivo esplicito della maggior parte degli interventi basati sulla mindfulness, come, ad esempio, l’ACT, Terapia dell’accettazione e dell’impegno.

Da un punto di vista comportamentale, inoltre, sappiamo che molti dei problemi psicologici nascono dall’eccessivo ricorso a un meccanismo difensivo detto “controllo avversivo”, ovvero dall’evitamento di situazioni sgradite, che si cerca di far cessare o attenuare. Consideriamo una persona che soffra di una fobia sociale, ovvero che provi disagio nei contesti interpersonali allargati; probabilmente cercherà di evitarli, o, se proprio li deve affrontare, sarà in parte bloccato dalla presenza degli altri e non riuscirà a conversare, a godere del cibo o della musica, a raccontare un proprio progetto. Eppure, farlo potrebbe aiutare a liberarsi della paura, perchè permetterebbe nuove esperienze, di certo più positive di quelle passate da cui, magari, la fobia sociale è scaturita…

E’ importante, allora, sostenere la persona nell’andare incontro alle sue difficoltà e fare esperienze correttive, ma è altrettanto importante sottolineare che anche nel momento presente, con i disagi che ci sono, si possono sempre compiere attività belle e significative. Partendo dall’individuazione dei valori più importanti, il terapeuta sostiene il cliente nell’individuare azioni in linea con i valori e nel metterle in pratica, apprezzando la sensazione di poter portare un contributo significativo, che “faccia la differenza”, rendendo la propria vita più ricca e, anche, il mondo un posto migliore.

I valori, infatti, sono qualcosa di più degli obiettivi singoli, che vengono raggiunti solo se “il mondo collabora”, cosa che, naturalmente, non è sempre vera. Essi orientano il vivere in modo più pervasivo, di modo che, se il mio valore principale è “essere una buona madre”, ciò si rifletterà in molti atteggiamenti e azioni effettivamente compiute, che sono in qualche modo “premio di se stesse”. Dare un incoraggiamento a un figlio già di morale sarà un’azione auto-rinforzante e auto-gratificante.

Come scrive il terapeuta Kelly Wilson, “Madre Teresa poteva lavorare per i poveri anche se il mondo non collaborava alla sua missione e la condizione dei poveri non era universalmente alleggerita. Confortare una sola persona in difficoltà può essere sufficiente in quel momento e di per sè”.

I valori, indubbiamente, ci rendono anche vulnerabili, perchè siamo coscienti di non essere sempre all’altezza di ciò che ci prefiggiamo. Per tornare all’esempio della madre, nel momento in cui sia convinta che essere un buon genitore è importante, si renderà anche conto di quanto sia complicato e di quante volte si possa fallire. Ma, al di là del singolo risultato, riconoscerà a se stessa di aver fatto tutto il possibile per agire per il meglio.

E poi, se non si è disposti a mettesi in gioco, non si potrà mai essere qualcosa di bello: un compagno devoto, un collega affidabile, un genitore affettuoso. E la vita ci potrebbe scivolare via come sabbia tra le dita: in modo indolore, magari, ma così scialba e incolore da renderci quietamente infelici.

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