Open day SCINT 2024 – psicologia dell’anima

 

Sabato 6 luglio dalle ore 9:30 alle ore 13:30

presso la sede della

Scuola di Specializzazione in

Psicoterapia Cognitivo Interpersonale SCINT

in Via di Santa Costanza, 62 – 00198

avrà luogo il nostro Convegno annuale,

dedicato per il 2024 alla “Psicologia dell’anima”

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Gli esperti della Scuola

Tonino Cantelmi, Barbara Costantini,

Emiliano Lambiase e Maria Beatrice Toro

si confronteranno su tre temi:

self-compassion, perdono e gratitudine.

Le presentazioni teoriche si alterneranno a momenti di esperienza pratica indispensabili per comprendere come – oggi – temi propri delle tradizioni sapienziali incontrino il mondo della psicoterapie generando nuovi modelli e nuove prassi.

Self compassion

Essere compassionevoli significa vedere, sapersi accorgere della sofferenza di qualcuno. È una forma di intelligente con un’altra persona, ma non è solo una gran tristezza condivisa. La compassione è qualcosa di attivo, perché contiene il desiderio di alleviare il dolore al meglio delle nostre possibilità. La compassione esercitata verso se stessi ci insegna a essere gentili e comprensivi con noi quando stiamo male, quando sbagliamo, quando non ci sentiamo abbastanza capaci o sicuri, quando ci sentiamo in difficoltà o vulnerabili. Grazie alla self-compassion possiamo esserci di conforto e di sostegno, come sappiamo esserlo con un’altra persona che vediamo in difficoltà.

Perdono

Il perdono è un atto libero e gratuito che viene dal cuore, una scelta indispensabile a voltare pagina: è come un movimento per lasciar andare un peso di cui ci si è caricati per tanto tempo. È un allentamento delle tensioni, un modo per non ripetere ossessivamente fatti e dolori del passato, un modo per andare avanti, per non punirsi.

Gratitudine

La gratitudine è qualcosa di mul­tidimensionale, complesso, fruttuoso, non banale, né tanto meno “buonista”. Praticare la gratitudine è una scelta di benessere che porta con sé una serie di implicazioni di tipo sia persona­le sia sociale. La gratitudine, infatti, va oltre il dominio della semplice emotività: è un atteggiamento globale, una chiave di lettura, un valore e una scelta che si può colti­vare nell’ambito di un percorso di crescita. Le sue connotazioni sociali sono, inoltre, imponenti, dato che è proprio la gratitudine che ci consente di riconoscere il bene ricevuto e creare un proficuo legame di recipro­cità con chi è stato generoso o compassionevole con noi, magari in un momento di vita non semplice. Dall’apprez­zamento per i doni che gli altri (o la vita) ci porgono na­sce una decisa propensione alla relazionalità più saggia: un cuore grato è un cuore compassionevole e solidale.

Per partecipare inviare una mail a segreteriascint@gmail.com

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