La Pratica Di Benevolenza

Pratica Di Benevolenza

Cos’è la pratica di benevolenza?

L’oggetto della meditazione di metta è quello di sviluppare benevolenza e compassione verso tutti gli esseri senzienti. La pratica di benevolenza solitamente s’inizia con la coltivazione della compassione e dell’amore per se stessi, poi per le persone amate, gli amici, maestri, gli stranieri e, infine, per i nemici. Costituisce un buon metodo per calmare la mente, essendo un “antidoto” all’ira. Chi riesce veramente a sviluppare la mettā difficilmente sarà perturbabile e potrà sopprimere la rabbia sul nascere. Tali persone saranno più attente verso gli altri, più disposte a voler bene e amare, e più inclini ad amare incondizionatamente.

“Che io possa prendermi cura di me, di tutto me stesso con amorevole gentilezza.
Che io possa vedere e sradicare le cause della sofferenza, dentro e fuori di me.
Che io possa essere libero da tutta la sofferenza non necessaria.
Che io possa vivere felice e in pace con tutto ciò che viene e tutto ciò che va.”
(Grazie a Stefano Serafinelli che ci ha reperito queste parole particolarmente felici)

A chi sono rivolte queste parole?

Queste parole, rivolte inizialmente verso se stessi, vengono, nel secondo passaggio della pratica, indirizzate agli altri. È comunemente sentito che coloro i quali stanno intorno a una persona che ha sviluppato la metta si sentono a loro agio e più felici. L’emanazione della mettā contribuisce ad un mondo pacifico, d’amore e felicità.

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