La respirazione attraverso il cuore

Il cuore è un organo il cui funzionamento da sempre riempie di meraviglia studiosi, medici, psicologi, ma anche artisti, filosofi, innamorati, poeti.  Attraverso il suo lavoro continuo ogni cellula viene irrorata, ossigenata e depurata a ogni respiro: il cuore aspira dentro di sè il sangue denso di anidride carbonica, inviandolo ai polmoni, e spinge in circolo il sangue ossigenato,  indispensabile fonte di energia che ci tiene in vita. Il sangue povero di ossigeno diventa sangue vivo e nutriente, e il cuore lo spinge perchè ci nutra.

Ma il cuore non è solo questo: innervato dal nervo vago, esso è coinvolto anche dalle sensazioni emotive, e dunque, benchè le emozioni nascano nel cervello, esse si avvertono nella zona del cuore. Il dato sensibile più evidente del coinvolgimento cardiaco nel sentire emotivo è dato dalle variazioni di frequenza del battito. Secondo il neurofisiologo Stephen Porges, un’elevata variabilità della frequenza cardiaca (HRV) è collegata alla capacità di emozionarsi, alla sensibilità interpersonale e ai livelli di soddisfazione personale. Chi ha un cuore meno “reattivo”, al contrario, risulta meno empatico e felice. Il nostro cuore è un organo “intelligente” che ci dice come pensare prima della mente, e lo fa attraverso battiti e sensazioni che precedono il ragionamento. Nel cuore si sentono, proprio attraverso l’innervazione vagale di cui parla Porges, molti tipi di sensazioni diverse: leggerezza, pesantezza, amore, calore, gelo, dolore. 

La meditazione del respiro attraverso il cuore è una pratica antica, nota per le sue implicazioni di pacificazione e, per i credenti, di valida introduzione a un momento di preghiera. Essa si effettua immaginando di far entrare l’aria dalla trachea direttamente nel cuore, espandendolo, e di farla uscire di nuovo dal cuore attraverso il percorso inverso lungo trachea e narici. La visualizzazione del coinvolgimento del cuore va abbinata a un respiro lento, senza pause di apnea tra un respiro e l’altro e, se lo si desidera, alla ripetizione mentale di una parola significativa per noi, che aiuta a svuotare la mente. Si può concentrarsi, mentre si “respira attraverso il cuore”, sull’elemento di trasformazione che è proprio del cuore e del respiro.

Se sentiamo un turbamento, immaginiamo di poterlo pacificare nel cuore.

Fermiamoci a individuare una qualsiasi fonte di turbamento che sentiamo nell’ambiente (o nel tuo corpo) e “bonifichiamola” metaforicamente attraverso il soffio…

Jafreee Ozwald suggerisce di procedere in questo modo.

Individua da dove provenga la fonte di sensazioni negative. Con un lento profondo respiro, porta e lascia soggiornare consapevolmente quella negatività nel tuo cuore. Poi immagina di portare una morbida energia a ogni respiro nel tuo cuore e in quella fonte di turbamento. Ripeti tante volte quanto è necessario, fino a quando non sperimenti un cambiamento emotivo e avverti una relazione più sana con quella fonte di disagio. Perdona le cause del disagio e distaccatene.

Alla fine della meditazione, puoi immaginare una persona, o una forza, o una luce che rischiara il corpo e lo penetra attraverso il respiro; immagina che ti protegga, da ora, da qualsiasi fonte di turbamento emotivo. Respira nuovamente nel cuore e sentilo sicuro e protetto. Una volta che ti porti la pace dentro, mente e corpo si rilassano e si aprono a accogliere esperienze e pensieri tranquilli, illuminanti, veri.

 

 

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