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Pratiche per coltivare la gioia

In pratica

Come la nota pratica della gentilezza amorevole (metta) può essere vista come una gentilezza verso le difficoltà degli altri, cui auguriamo felicità e sicurezza, la pratica della gioia compartecipe (mudita) può esser vista come una gentilezza verso i successi e la felicità degli altri.Ed è una gentilezza che, meditando, sfuma in una qualità di tenerezza e calore interiore, fino a diventare gioia essa stessa. Ci rallegriamo per una persona che ha raggiunto un obiettivo diventando gioiosi noi stessi. Possiamo coltivare la gioia compartecipe attraverso una pratica formale, che porta con sé samalha, la calma mentale, costruita, stavolta non su un oggetto fisico (il respiro, il corpo, etc, ) ma su un oggetto interno.

Come fare

“Che tu possa essere felice. Possa la tua felicita continuare. Possa la tua felicità aumentare. Sono felice per te “

Queste frasi sono l’oggetto di meditazione, assieme al senso di gioia che può nascere interiormente. Ad esse riportiamo la mente quando pensieri sorgono e distraggono. Si può inspirare e ripetere ciascuna frase sull’espirazione, per dare ritmo e sostegno alla calma mentale.

Dopo qualche minuto, se si sta praticando con intenzione e sinceramente, si sentirà il torace scaldarsi e una fiammella accendersi in te. Come nella metta, si potrebbe proseguire includendo persone neutre o difficili, ma te lo sconsiglio se è la prima volta che lo fai. Concentrati, piuttosto, sulla sensazione di gioia nel petto e, semmai, sganciati da tutto e continua a enfatizzare solo tale sensazione. Tuffatici dentro senza paura

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