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SCEGLIERE di non scegliere – Yoga Journal

 

di Maria Beatrice Toro 

 

Dal punto di vista psicologico, la sensibilità è un bene prezioso, poichè è la porta attraverso la quale ogni conoscenza può farsi strada. Più siamo sensibili, più possiamo cogliere l’immensità e la beatitudine della vita cosciente.

Per accrescere la sensibilità possiamo praticare la meditazione Choiceless, o consapevolezza aperta, una pratica in cui si coltiva piena e nuda presenza a tutto ciò che accade dentro e fuori di sè, lasciando l’attenzione libera di esplorare il momento presente.

La Choiceless è paragonabile a uno specchio, che riflette in maniera chiara e limpida il momento presente.

Nello specifico, possiamo praticare seduti o camminando. Nei primi minuti ci dedichiamo al raccoglimento mentale, che si può conseguire con la respirazione cosciente. Quando avvertiamo una rarefazione dell’attività discorsiva della mente, lasciamo l’attenzione libera di toccare ciò che si presenta spontaneamente momento dopo momento.

In questa pratica l’invito è quello di “scegliere di non scegliere”, restando aperti alla mutevolezza dell’esperienza: notando come tutto sorge, si presenta alla nostra attenzione, permane in uno spazio di consapevolezza per un certo tempo e poi torna a fondersi in uno spazio più vasto di noi.

Accogliamo e lasciamo andare, senza trattenere nulla. Lasciamo persino andare all’idea che stiamo meditando. Non si tratta di confusione e nemmeno di episodi in cui la nostra presenza mentale diventa nebbiosa o sfocata. La qualità di questa pratica include, piuttosto, un forte senso di chiarezza, presenza e vigilanza.

 

Praticare la meditazione Choiceless

 

 

 

Non rimaniamo legati a una sensazioni o a un pensiero piacevole ed invitiamo di prendere le distanza da ciò che ci sembra più spiacevole. Siamo seduti, ora, e l’unica cosa da fare è accogliere. Diamoci la possibilità di entrare in contatto con noi stessi attraverso l’assenza della scelta e sperimentando la libertà di ospitare qualunque contenuto, senza esprimere alcuna preferenza. Permettiamoci di ristorarci in questa consapevolezza radicale. C’è solo la completa accettazione del presente.

Questa meditazione è un mezzo potente per far fiorire la sensibilità, poichè è progettata per dare attenzione a tutto: corpo, spazio, respiro, suoni, mutamenti del panorama interiore.

Guardiamo ciò che si presenta senza scappare da nulla, senza attaccarci a nulla, in modo non giudicante. Lasciamo che l’esperienza sia. Questa interruzione del nostro intervento su noi stessi ci permette apertura della mente e del cuore e, paradossalmente, consente di non coinvolgersi nel tutto.

Nell’intenzione del metodo mindfulness, d’altronde, si dice che la meditazione fa bene perchè ci esorta a diventare sempre più sensibili e meno coinvolti. Sempre più aperti e sempre più equanimi. Sempre più attenti e compassionevoli verso noi stessi e gli altri.

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