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Mindfulness eating

La mindfulness e il cibo: una nuova frontiera

(articolo di Andrea Ligozzi)

La mindfulness può aiutarci a vivere un migliore rapporto con il cibo e con il corpo, portando consapevolezza e saggezza in questo aspetto della nostra vita.

A chi non è capitato di sperimentare momenti di fame incontrollata? Magari accompagnati da quel senso fastidioso di vuoto che porta a cercare di riempirsi con il primo alimento disponibile…

Questo tipo di sensazione tipicamente può portarci ad abbandonare le strategie che abitualmente utilizziamo per controllare l’impulso della fame. E, inevitabilmente, la conseguenza più tipica è una rapida abbuffata che ci porta a sentirci appesantiti e stanchi.

Un altro modo di fronteggiare il senso di vuoto con l’alimentazione, pensando che sia dettato dalla fame, è quello di tenere sempre del cibo a portata di mano e “spizzicare” continuamente. Una modalità che tiene il nostro sistema digerente sempre a lavoro impedendo al reale senso di appetito di emergere.

In qualche modo, è naturale che il nostro rapporto con l’alimentazione venga influenzato fortemente dalle emozioni provate nonchè da pensieri e aspettative legate alle relazioni interumane, che sono fonte di nutrimento affettivo, ma anche di frustrazione, rabbia, insoddisfazione che possono essere scaricate sul cibo.

Riconoscerele nostre abitudini alimentari

Di seguito vengono proposte alcuni suggerimenti basati sul mindfulness eating per fronteggiare il senso di vuoto e la fame nervosa senza dover ricorrere ad una alimentazione inconsapevole, ma più “semplicemente” osservando e scoprendo la natura del nostro personale Intuito Alimentare.

Non parliamo di seguire una dieta particolare, di sostituire o togliere alcuni alimenti, nulla di tutto ciò. C’è da dire che un atteggiamento più consapevole verso il cibo porterà come naturale conseguenza a prediligere alcuni alimenti piuttosto che altri e verosimilmente a mangiare con ritmi diversi da quelli abituali, ma non è questo il nostro obiettivo. Se vogliamo proprio darci un proposito, potrebbe essere quello di acquisire un rapporto più consapevole con il cibo e le sensazioni ad esso legate.

Il pensiero di Jon Kabat-Zinn


Jon Kabat Zinn ci suggerisce tre livelli di consapevolezza alimentare:

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