Site icon Istituto di Mindfulness Interpersonale

CORSO “CONOSCERE E INTEGRARE MINDFULNESS E COMPASSIONE”

Questo corso è stato pensato con il desiderio di esplorare e trasmettere ai partecipanti il potere trasformativo e rigenerante della Mindfulness in sinergia con la Compassione.

I partecipanti avranno modo di apprendere ed esperire l’essenza della Compassionevolezza: una delle qualità imprescindibili per gli Istruttori di Mindfulness, trasversale a tutte le attitudini che è bene coltivare.

Di fatto “l’Istruttore Compassionevole” incarna precise competenze che si coltivano con una specifica pratica personale, quotidianamente.

Tali competenze, meglio concettualizzabili come attitudini, rendono l’Istruttore autenticamente sensibile e dedito ad entrare in contatto con i vissuti (talvolta dolorosi) del partecipante, ma anche ad essere dedito ad entrare in contatto e sostenere le parti di sé che soffrono: sì proprio così, perché anche un Istruttore è un essere umano e ha bisogno di coltivare la Compassione.

 

Il programma del primo modulo è stato pensato per entrare in un viaggio, sia teorico che esperienziale, alla scoperta del senso profondo dell’integrare la Cfonsapevolezza e la Compassione.

Dopo una sessione di Mindfulness utile a centrarsi ci si concentra sulla Compassione, per scoprire che cosa è e come rivolgerla a se stessi

Pratica: le qualità dell’aiuto

La compassione nasce dal desiderio profondamente umano di aiutare. Una volta percepita la sofferenza nell’altro, si percepisce un’energia volta ad aiutarlo a superare le difficoltà che sta attraversando. Un’energia che è Forza, ma anche Saggezza.

Scopriremo che, nonostante l’uomo per sua natura eviti il male, non esiste essere umano che non abbia mai sperimentato la sofferenza ed è nella nostra natura sia soffrire che desiderare che la sofferenza venga alleviata. La sofferenza dell’altro, ma anche la propria stessa sofferenza (self Compassion).

Pratica: il tocco compassionevole

 

             Come funzioniamo nella quotidianità

La Compassione ha una sua precisa fisiologia e studi nell’area delle Neuroscienze ci dicono che sviluppare Compassione verso gli altri e sé stessi attiva la corteccia prefrontale, l’ area più nobile del nostro cervello, quella deputata a favorire il delicato compito di “digerire” le proprie esperienze, sia belle che brutte.

Pratica di visualizzazione

Attraverso questo momento formativo apprenderemo cosa sono

 

Sviluppare la compassione verso di sé

La Compassione non è pietà (provare pietà a volte può essere quasi paralizzante) nè una forma di sentimentalismo: è un modo di rapportarsi agli altri e a Sè. Non esiste una separazione netta tra il desiderio di aiutare gli altri e la Self Compassion: in tibetano, ad esempio, il termine Tsewa comprende entrambe queste attitudini.

Attraverso esercizi che facilitano l’emergere di immagini positive in cui qualcuno (Pratica della Creatura compassionevole) o qualcosa (Pratica del Luogo compassionevole o del Colore compassionevole) hanno l’intenzione di aiutarci giungeremo a sperimentare che dentro di noi esistono tutte le risorse per auto aiutarci.

Ampio spazio sarà dedicato a momenti di condivisione e di riflessione sia in piccoli gruppi, sia nel gruppo allargato.

 

 

 

 

 

Exit mobile version