Sulla rivista Vero Salute alcuni “consigli letterari” per stare bene con noi stessi e gli altri. Tra i titoli proposti anche il libro della prof.ssa Maria Beatrice Toro “Crescere con la mindfulness. Guida per bambini (e adulti) sotto pressione Ed. Le comete FrancoAngeli.
Una guida, appunt
E, come si era scritto su D di Repubblica, la meditazione per bambini non è troppo impegnativa: loro sono naturalmente predisposti alla mindfulness. Basta osservarli mentre sono impegnati in un gioco che li interessa: sono concentratissimi, non c’è verso di distrarli, non sentono, non vedono, non pensano ad altro. Ecco è quella capacità di attenzione che dobbiamo imitare anche noi adulti. E poi gli esercizi proposti sono pratici e facili da eseguire a casa, o addirittura a scuola.
Quali sono gli svantaggi della “distrazione”?
«I bambini che non riescono a focalizzarsi su se stessi e la realtà che li circonda sono più nervosi, agitati, confusi, stanchi. Tendono a somatizzare il loro disagio, soprattutto con disturbi legati alla pelle e all’intestino e, purtroppo, sono in aumento i bambini che non riescono a farlo».
ESERCIZI PER I BAMBINI DA PRATICARE A CASA O SCUOLA
Le bolle della concentrazione
Soffiare bolle di sapone è un metodo gradevole per sviluppare l’attenzione partendo dal respiro e arrivare fino alle emozioni interiori. Per riuscire a fare una bolla, il bambino deve controllare il respiro, che diventerà dolcemente lento e misurato, per non farla scoppiare. Ora prepariamo un bel disegno che raffiguri tante bolle colorate. Saranno le “bolle della concentrazione” e “del lasciare andare”. Una delle bolle deve essere più lontana delle altre. Facciamo riflettere il bambino su un’emozione sgradevole, suggerendo: “Non trattenere; lasciar andare”. Aggiungiamo un pensiero che non serve, un pensiero negativo, o catastrofico, come: “Non ce la farò mai” poi affidiamolo a una bella bolla dicendo mentalmente: “Ti lascio andare via!”.
Il guardiano della città
Respira e mentre lo fai sii come un guardiano che sorveglia chi entra ed esce dalla città: se dei pensieri compaiono all’orizzonte, considerali come se fossero delle persone che passano di là e portano una distrazione, lasciali andare ritornando al respiro
A che serve: Aiuta a predisporre il bambino a uno stato di calma. Questo lo conduce alla scoperta che stare calmi e rilassati può essere un’esperienza piacevole e che la felicità può arrivare come un raggio di sole anche in un momento in pausa, senza fare nulla di speciale
A caccia di suoni
Rimanete in silenzio e osservate i suoni che si odono quando nessuno parla. Poi, si potrà uscire lentamente dalla stanza e esplorare i suoni di altri ambienti. Alla fine, si passa a discutere su ciò che si è udito. “Era piacevole? Spiacevole? Ti aspettavi di udire proprio quei suoni? Ce n’era qualcuno di insolito?”. Si può parlare anche di quanto sforzo sia necessario per mantenere il silenzio e non lasciarsi distrarre da altri stimoli. Poi si classificano i suoni: alti, bassi, acuti, gravi, dolci e morbidi o inquinanti e fastidiosi. E infine chiedetevi: “Ci sono suoni che provengono dall’interno del mio corpo?”.
A cosa serve: Il silenzio permette al bambino di connettersi con se stesso, con gli altri e il mondo che lo circonda, porta quiete nel corpo e consente di compiere nuove scoperte.
Attraverso il gioco anche i più piccoli impareranno a conoscere meglio se stessi e gli altri, abbassando il livello d’ansia e promuovendo l’attenzione e l’intelligenza emotiva.
