mindfulness_L’autostima sostenibile

 

Dopo lunghi anni di studi sull’autostima, oggi questo costrutto sta incontrando un ampliamento fondamentale. Abbiamo cominciato a capire che una buona autostima deve poter essere “sostenibile”, ovvero trovare le sue radici nell’accettazione, poichè, se ci si basa solo sulla fiducia nelle proprie capacità si dà vita a un autostima che si identifica sulle risorse, senza tenere conto del rispetto che si deve anche ai limiti.

Ciò può condurre a un malessere profondo, a un condizionamento dell’amore per sè in base alla prestazione, da cui derivano ansia, perfezionismo e procrastinazione. Il procrastinare dovuto all’ansia di prestazione, finisce prima o poi per gettarci in una spirale di attesa, nella speranza che l’insicurezza svanisca e ci permetta di vivere.

Questo stato di non-vita in cui finiamo rimandando continuamente quel  momento ci lascia fermi, bloccati, senza  scopi. Ma dobbiamo  accettare che l’esistenza  porta con sè  inevitabilmente una certa quantità di dolore,  perchè nella nostra vita  potremmo sperimentare delusioni, crisi, insuccessi personali o  relazionali. Non  comprendere questa realtà può portarci ad incolpare noi stessi di  questi eventi e farci  sentire non degni di amore da parte degli altri.

L’errore fa parte della nostra vita.

Se senti la sofferenza in te ricordati che non sei solo poichè altri provano quello che  senti tu. Può essere utile ripetersi delle frasi in questi momenti:

“Che io possa essere felice”

“Che io possa perdonare me stesso”

“Che io possa accettarmi così come sono”

“Che io possa imparare ad accettarmi così come sono”.

Ciò può lenire la sofferenza e permetterci di ricominciare a vivere.

Accettare e realizzare se stessi attraverso la mindfulness

Intraprendere un cammino in direzione della propria crescita significa, per prima cosa, accettare lo stato in cui ci si trova nel momento presente, poiché è solo dall’accettazione che si può far ripartire un cambiamento. L’accettazione, infatti, apre a una vera conoscenza di sé, in direzione di tutte quelle informazioni che vanno perdute quando rimuoviamo quello che è già presente in noi. Essere consapevoli di ciò che accade nel campo di coscienza è il primo passo per riprendere la padronanza della propria vita e uno stato vigile e consapevole.

L’autostima si basa su una sana auto accettazione

Per molti anni in psicologia abbiamo insistito sul potenziamento dell’autostima. Ciò è ancora importante, ma stiamo capendo che la vera autostima si può basare esclusivamente su una sana auto accettazione. Essa, infatti, si riferisce a un’affermazione più globale e completa. Abbracciare, senza giudicare, noi stessi – senza limitarsi agli aspetti positivi – significa avvicinarsi a se stessi incondizionatamente. Ciò non vuol dire diventare superficiali e fare finta di non avere limiti e debolezze, ma questi difetti non diminuiranno più la capacità di accettarci e conoscerci in modo pieno. La consapevolezza porta a esplorare con interesse e curiosità anche le parti di sé che solitamente non ci piacciono. Non appena si interrompa il giudizio severo, siamo meno duri e ci avviciniamo più facilmente alla felici.

Aiutarsi con i protocolli di Mindfulness

Frequentando un protocollo di mindfulness i risultati sono visibili già dai primi giorni e si stabilizzano entro le otto settimane, tempo di durata del più noto programma MBSR: lo stress si riduce, le somatizzazioni, se presenti, si riducono e il tono dell’umore migliora. Nonostante la meditazione di consapevolezza abbia radici profonde nella tradizione buddista, il suo valore vuole essere universale e fruibile a tutti.

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